Il desiderio ha una cattiva reputazione in molti ambienti spirituali. Viene associato alla brama, all'attaccamento, alla fonte di ogni sofferenza. Eppure le tradizioni, se lette con attenzione, non chiedono quasi mai di estinguere il desiderio in quanto tale. Chiedono piuttosto di comprenderlo, purificarlo e orientarlo. Il desiderio è un'energia: tutto dipende da dove la si dirige.
Il cuore inquieto
Agostino apre le Confessioni con una frase rimasta celebre: il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio. In questa frase c'è una teoria completa del desiderio. L'essere umano è fatto di desiderio, di una mancanza che nessun oggetto finito riesce a colmare del tutto.
Questa inquietudine non è un difetto da correggere, ma il segno di una vocazione. Chi cerca di saziarla con beni, successi o piaceri scopre che ogni soddisfazione dura poco e lascia un vuoto nuovo. Non perché quei beni siano cattivi, ma perché non sono proporzionati alla profondità del desiderio.
La lezione del Simposio
Nel Simposio di Platone, Eros viene descritto come figlio di Povertà e di Espediente: sempre mancante, sempre in cerca. Il desiderio nasce da una mancanza, ma è anche ingegnoso, capace di trovare strade.
La scala di Diotima mostra che il desiderio, invece di essere represso, può essere educato: dal desiderio per una singola bellezza si sale verso forme sempre più ampie, fino alla Bellezza in sé. Il desiderio non viene eliminato, viene trasfigurato.
La brama nel buddhismo
Il buddhismo individua nella tanha, la sete o brama, la radice della sofferenza. Sembrerebbe una condanna del desiderio in blocco. In realtà la tradizione distingue: la brama è un desiderio compulsivo, che si aggrappa e non lascia andare. Esiste però anche un desiderio sano, chiamato in alcuni testi chanda, che indica l'aspirazione al bene e alla liberazione.
Senza questa aspirazione nessuno intraprenderebbe il cammino. Persino il desiderio di liberarsi dal desiderio è, a suo modo, un desiderio. Il punto non è smettere di desiderare, ma smettere di essere schiavi del desiderio.
Desiderio e bisogno
Una distinzione utile, presente in diverse riflessioni spirituali, è quella tra bisogno e desiderio.
| Bisogno | Desiderio |
|---|---|
| Si sazia | Si approfondisce |
| Riguarda la sopravvivenza | Riguarda il senso |
| Si esaurisce nell'oggetto | Rinvia oltre l'oggetto |
| Ha una misura | Tende all'infinito |
Molti problemi nascono quando si tratta il desiderio come un bisogno, cercando di saziarlo con oggetti finiti. Si mangia per riempire un vuoto che non è fame, si acquista per colmare una mancanza che non è materiale. Riconoscere la natura del proprio desiderio è il primo passo per orientarlo.
I desideri che tradiscono
Non tutti i desideri sono uguali. Le tradizioni insegnano a distinguere tra desideri che aprono e desideri che chiudono. Alcuni segnali di un desiderio che tradisce:
- non lascia mai pace, nemmeno quando viene soddisfatto;
- richiede sempre di più per dare lo stesso effetto;
- isola dalle relazioni e dagli altri interessi;
- nasce dal confronto con ciò che hanno gli altri;
- si nutre di immagini più che di realtà.
Al contrario, un desiderio autentico porta con sé una certa pace anche nell'attesa, rende più vivi, apre verso gli altri.
La trasfigurazione del desiderio
La parola trasfigurazione indica un cambiamento di forma che rivela una realtà più profonda. Trasfigurare il desiderio non significa reprimerlo, ma lasciare che si mostri per ciò che è veramente.
La mistica ha spesso usato il linguaggio del desiderio amoroso per descrivere la ricerca del divino. Il Cantico dei Cantici nella tradizione ebraica e cristiana, la poesia di Giovanni della Croce, i versi dei mistici sufi parlano di nostalgia, di ferita d'amore, di ricerca dell'Amato. Il desiderio umano non viene rinnegato, ma riconosciuto come immagine di un desiderio più grande.
Come lavorare con il proprio desiderio
Alcune domande possono aiutare a conoscere e orientare il desiderio:
- Che cosa desidero davvero, al di sotto di ciò che penso di desiderare?
- Questo desiderio è mio o mi è stato suggerito da altri?
- Che cosa spero di trovare quando lo avrò soddisfatto?
- Ci sono altri modi per raggiungere ciò che cerco veramente?
Lo Studio Esoterico Cornelio considera il desiderio una delle forze più potenti dell'anima: non un nemico da spegnere, ma una fiamma da custodire e orientare verso ciò che può davvero saziarla.
In sintesi
- Le tradizioni non chiedono di spegnere il desiderio, ma di comprenderlo e orientarlo.
- Agostino vede nel cuore inquieto il segno di un desiderio che nessun bene finito colma.
- Il buddhismo distingue la brama compulsiva dall'aspirazione sana al bene.
- Distinguere bisogno e desiderio evita di saziare con oggetti una mancanza di senso.
- Trasfigurare il desiderio significa lasciare che riveli la sua direzione più profonda.