In quasi tutte le scuole esoteriche occidentali la formazione comincia con due facoltà: la concentrazione, cioè la capacità di tenere l'attenzione su un oggetto scelto, e la volontà, cioè la capacità di portare a termine ciò che si è deciso. Senza la prima, ogni meditazione si disperde; senza la seconda, ogni proposito resta sulla carta. Nello yoga classico di Patañjali la concentrazione, dharana, è uno degli otto membri del percorso e precede la meditazione vera e propria.
Gli esercizi che seguono sono semplici, quasi banali. Proprio per questo sono difficili: non hanno nulla di affascinante che sostenga l'interesse, e mettono alla prova solo la costanza.
Esercizio 1: il punto
Disegna un punto nero, del diametro di circa un centimetro, al centro di un foglio bianco. Appendilo all'altezza degli occhi, a un metro di distanza.
- Siediti e fissa il punto per tre minuti.
- Ogni volta che ti accorgi di pensare ad altro, fai un piccolo segno su un foglio accanto a te, senza staccare troppo lo sguardo.
- A fine esercizio conta i segni.
Ripeti ogni giorno per due settimane. Il numero di segni non è un voto: è un'informazione. Di solito, con la pratica, diminuisce.
Esercizio 2: l'oggetto comune
Scegli un oggetto semplice, ad esempio una matita. Per cinque minuti pensa solo a quell'oggetto: la forma, il materiale, l'origine del legno e della grafite, chi l'ha prodotta, come si usa, come si consuma.
La regola è una sola: tutti i pensieri devono riguardare la matita. Quando la mente scivola su altro, riportala all'oggetto. Questo esercizio allena una concentrazione "attiva", che si muove ma senza uscire dal campo scelto.
Esercizio 3: il conteggio all'indietro
Chiudi gli occhi e conta mentalmente all'indietro da cento a uno, lentamente, visualizzando ogni numero. Se perdi il filo, ricomincia da cento.
Variante più difficile: conta all'indietro di tre in tre (100, 97, 94...). Lo sforzo di calcolo occupa la mente e rende più evidente ogni distrazione.
Esercizio 4: l'atto inutile
È un esercizio classico della formazione della volontà, presente in diverse scuole del Novecento. Consiste nel compiere ogni giorno, alla stessa ora, un gesto deliberatamente privo di utilità pratica:
- spostare un oggetto da un punto all'altro del tavolo e poi rimetterlo al suo posto;
- girare l'anello al dito tre volte;
- alzarsi dalla sedia, fare un giro della stanza, risedersi.
Il gesto non serve a nulla. Ed è questo il punto: lo compi solo perché hai deciso di farlo. La volontà viene esercitata allo stato puro, senza il sostegno di un vantaggio o di un piacere. Scegli un orario preciso, ad esempio le 18:00, e rispettalo per trenta giorni.
Esercizio 5: la rinuncia minima
Ogni giorno rinuncia a una cosa piccola e lecita, che normalmente faresti senza pensarci:
- non zuccherare il caffè;
- non controllare il telefono durante il primo quarto d'ora del pranzo;
- prendere le scale invece dell'ascensore;
- lasciare a metà una serie televisiva per una sera.
La rinuncia deve essere minima e sostenibile. Non si tratta di mortificarsi, ma di mostrare a te stesso che le abitudini non decidono al posto tuo.
Esercizio 6: la parola data
Per una settimana, prendi ogni mattina un piccolo impegno con te stesso, specifico e verificabile: "oggi rispondo a quella mail", "oggi cammino venti minuti". La sera verifica se lo hai mantenuto. L'importante non è la grandezza dell'impegno, ma la coerenza tra parola e azione.
Un programma di trenta giorni
| Settimana | Concentrazione | Volontà |
|---|---|---|
| 1 | il punto, 3 minuti | atto inutile alle 18:00 |
| 2 | l'oggetto comune, 5 minuti | atto inutile + rinuncia minima |
| 3 | conteggio all'indietro | atto inutile + parola data |
| 4 | il punto, 5 minuti, e l'oggetto comune | tutti e tre insieme |
Annota ogni giorno in un quaderno cosa hai fatto e cosa hai saltato. Se dimentichi l'atto inutile, non raddoppiarlo il giorno dopo: riprendi semplicemente.
Perché esercizi così semplici
La tentazione è considerarli troppo banali per essere utili. Ma la concentrazione e la volontà sono come muscoli: si rafforzano con il ripetersi di sforzi piccoli e regolari, non con imprese occasionali. Lo Studio Esoterico Cornelio li considera la base di ogni altra pratica: chi riesce a tenere lo sguardo su un punto per cinque minuti e a mantenere un impegno minimo per un mese ha già cambiato il rapporto con la propria mente.
In sintesi
- Concentrazione e volontà sono le basi di ogni percorso meditativo ed esoterico.
- Il punto, l'oggetto comune e il conteggio all'indietro allenano l'attenzione.
- L'atto inutile, la rinuncia minima e la parola data allenano la volontà.
- Segui un programma di trenta giorni annotando ogni sessione.
- Gli esercizi sono volutamente semplici: la difficoltà sta nella costanza.